Cactus e piante grasse

martedì 25 agosto 09 | di Michela Girombelli | Lascia un commento

Sembrano appartenere a un altro pianeta. Sono le piante grasse: un’incredibile varietà di forme e colori e una grande capacità di adattamento.

Una pianta di Aloe

Una pianta di Aloe

Attenzione però: le piante grasse necessitano di cure costanti e di un ottimo spirito di osservazione.

Decorative e simpatiche, nonostante le spine, le piante grasse sono erroneamente considerate di facile gestione perché non hanno bisogno di abbondanti annaffiature.

In realtà per il fatto che le coltiviamo in ambienti ben lontani dai loro habitat originari (Centro America, zone euro-asiatiche, Africa) richiedono attenzione e una buona dose di osservazione quotidiana.

Sono dette piante grasse o più correttamente succulente, quelle piante che hanno fusto, rami, foglie e radici in grado di accumulare acqua nei tessuti per affrontare lunghi periodi di siccità.

Tra le piante grasse si distingue la grande famiglia delle cactacee, il cui regno si trova in Texas, Arizona, New Mexico e Sud America che comprende circa 100 generi e 2000 specie con dimensioni che variano da pochi centimetri fino a qualche decina di metri.

Altre succulente hanno il loro habitat naturale in Africa, Asia, Australia e anche in Europa.

Una mammillaria fiorita

Una Mammillaria fiorita

Se ne trovano di specie e forme svariate e affascinano per la loro particolarità che fa pensare a paesaggi e mondi lontani. Alcune poi sembrano far parte della scenografia di un film di fantascienza.

Capacità di adattamento
Le piante grasse hanno il vantaggio di avere una buona capacità di adattamento; basti pensare che hanno subito particolari modificazioni morfologiche, tanto da trasformare le foglie in spine per ridurre la traspirazione e trasferire la funzione clorofilliana sul fusto. Inoltre si riproducono facilmente per via vegetativa tramite talee di fusto o di foglie.

Le succulente delle specie più comuni e diffuse da noi spesso, oltre al complicato nome scientifico, hanno dei curiosi nomi vernacolari come ad esempio l’Echinocactus grusonii, detto anche Cuscino della suocera, l’Opuntia ficus indica, il Fico d’India, la Mammillaria elongata cristata o Cactus cervello, la Sansevieria o Lingue di suocera, la Crassula columnaris o Pennello da barba e i Litophs o Pianta pietra per la sua somiglianza ai sassi, caratteristica che le consente di mimetizzarsi nell’ambiente.

Il Fico d'India, tipico delle zone mediterranee

Il Fico d'India, tipico delle zone mediterranee

Tra le piante grasse più note ci sono la Stella di Natale che ha il suo momento di gloria durante le feste invernali.
L’Aloe viene utilizzata in cosmesi e farmacologia per le sue proprietà emollienti e terapeutiche; il gel che si estrae da questa pianta è anche un ottimo rimedio contro le ustioni.
L’Agave americana cresce spontanea in molte zone d’Italia e fiorisce una volta soltanto e poi muore.
Infine il Fico d’India che è ormai una pianta diffusa nel sud Italia e fa parte del paesaggio mediterraneo.
In generale le piante grasse vanno bagnate 4/5 volte al mese in estate e 1 volta al mese in inverno.
Attenzione ai ristagni di acqua nel vaso, in quanto le piante grasse temono l’eccesso di umidità.