Nuove norme per migliorare le performance degli edifici, per renderli più efficienti, più economici e meno inquinanti. Con l’obiettivo di risparmiare energia e ridurre le emissioni.
Efficienza energetica significa uso razionale dell’energia e, dunque, risparmio energetico e riduzione delle emissioni di gas serra.
Il settore dell’edilizia è stato individuato dall’Europa e dall’attuale Governo come area prioritaria di intervento per ottenere una significativa riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di anidride carbonica.
Con le nuove normative edilizie e con la più recente Legge Finanziaria sono stati fissati obiettivi ambiziosi che consentiranno di ridurre i fabbisogni termici dei nuovi edifici di una percentuale compresa tra il 40% e il 60% rispetto ai valori obbligatori fino al 2005. Se la strada per le nuove costruzioni sembra ormai definita, molte sono le cose che tutti noi possiamo fare per ridurre le emissioni di CO2 delle nostre abitazioni.
I risultati raggiungibili sui nuovi fabbricati possono similmente essere ottenuti anche su un edificio esistente. Non bisogna dimenticare che il patrimonio edilizio esistente è di gran lunga superiore a quello nuovo o in costruzione. Passo dopo passo, anno dopo anno possono essere adottate strategie o pianificati piccoli investimenti per arrivare a una riduzione fino al 70-80% dei consumi e delle emissioni di gas inquinanti.
INTERESSI COMUNI
Dal punto di vista economico la Legge Finanziaria 2007 prevede un innalzamento dal 36% al 55% della detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Si tratta di un segnale molto forte che supera addirittura le richieste che le associazioni ambientaliste avevano fatto in passato. Detto questo, non si tratta esclusivamente di una semplice questione di contributi: l’uso razionale delle risorse energetiche genera, infatti, un duplice risultato positivo; nell’interesse privato (un minor consumo di energia equivale a una bolletta meno cara) e nell’interesse della comunità (aria più respirabile).
Tutto fa pensare che si stia avviando un processo di profondo mutamento nell’industria delle costruzioni. La decisione europea di puntare al 2020 a un drastico taglio delle emissioni (almeno del 20% rispetto al 1990) e di aumentare al 20% la quota delle fonti rinnovabili sul consumo totale di energia, segnala una precisa direzione di marcia.
Le norme appena approvate in Italia rappresentano dunque solo l’inizio di un percorso destinato a incidere sulle modalità costruttive e ad accelerare la riqualificazione energetica del parco edilizio.
Ora spetta a noi fare la nostra parte!
Purtroppo , nonostante la più che buona volontà , gli stessi regolamenti urbanistici (norme tecniche d'attuazione,ecc.)vincolano quello stesso intervento di modifica sul pre-esistente indispensabile allo scopo (che paradosso!): insomma, per parlare chiaro e concretamente, andando ad intervenire su un edificio costruito precedentemente al 1967 ed inserito magari in un piccolo contesto neanche troppo altamente qualificato da un punto di vista storico,ci si vede rifiutare autorizzazione ad interventi di questo tipo(pannelli sui tetti, piccole serre bioclimatiche,camini solari..), in nome di fittizie salvaguardie a tipologie, tecniche e materiali culturalmente appartenenti alla nostra tradizione ma tristemente degradati.....mah?!Speriamo che le ottuse regolamentazioni comunali si aprano alle esigenze del nuovo vivere ,convivere e sopravvivere di TUTTI.