La qualità dell’acqua di rubinetto delle nostre abitazioni può essere migliorata con l’utilizzo di apparecchi per depurare che limitano la percentuale di calcare e di altre sostanze nocive.

L’ Italia è uno dei paesi in cui si consuma più acqua in bottiglia con una spesa media per famiglia di circa 250 euro all’anno. Ma allora l’acqua che scorre dai rubinetti delle nostre case non è sicura? Questa è una domanda che ci poniamo spesso e non solo riguardo alla possibilità di berla, ma anche in relazione all’utilizzo che se ne fa per lavare frutta e verdura o per il funzionamento di elettrodomestici come lavapiatti e lavatrici.
Severe leggi europee impongono requisiti rigorosi per quanto riguarda l’acqua potabile stabilendo limiti a microrganismi, parassiti e sostanze per evitare potenziali pericoli per la salute. La legge infatti prevede parametri indicatori sulla quantità di elementi e sostanze non nocive come manganese e ferro e di sostanze nocive come arsenico, benzene, boro, cadmio, clorito, mercurio, nichel, piombo, selenio, nitrati e altri. Per eliminare microbi nocivi si rilascia nell’acqua il cloro che però la rende sgradevole al gusto. Quindi, per neutralizzare eventuali sapori e sostanze nocive indesiderati ci sono i depuratori di acqua potabile da installare in casa.
Varie opzioni
Sostanzialmente esistono quattro tipi di impianti di depuratori d’acqua ad uso domestico. Al momento dell’acquisto è però fondamentale scegliere quelli certificati, conformi alle normative Cee e a quelle del Ministero della Sanità italiana.
[1] Addolcitore:
serve a ridurre il calcare quando l’acqua è “dura” ovvero ad alto contenuto di calcio e magnesio. Il calcare danneggia le tubazioni, altera i sapori dei cibi, danneggia gli elettrodomestici, macchia le superfici di sanitari, lavabi, cristalleria e piani in acciaio inox della cucina.
[2] Depuratore a membrana osmotica:
si utilizza per rendere l’acqua più leggera e per eliminare microinquinanti organici, nitrati, cloruri, solfati e altri sali, calcio e piombo. Si può trasformare l’acqua del rubinetto in una bevanda pura e gradevole come l’acqua minerale in bottiglia. Ci sono ad esempio gli apparecchi a “osmosi inversa” che si basano sullo stesso principio di quelli utilizzati sulle imbarcazioni per rendere potabile l’acqua marina.
In genere sono impianti che occupano poco spazio, adattabili quindi anche ad ambienti piccoli e sono dotati di un segnale acustico o visivo che avvisa quando è il momento di intervenire con la manutenzione: ogni due mesi circa si cambia il filtro a carboni attivi.
[3] Depuratore meccanico:
è un impianto semplice che consente di rimuovere solamente alcune particelle come sabbiolina e ferro.
[4] Depuratore a filtro composito:
oltre a neutralizzare i microinquinanti organici, elimina l’atrazina, gli altri residui antiparassitari e il sapore del cloro. Questo tipo di filtro necessita dell’autorizzazione del Ministero della Salute.
ok siamo daccordo ma quale scegliere? come si fa a capire quale sia l'impianto giusto per noi?