Per chi vive in città e ama prendersi cura del verde su terrazzi e balconi, le mini-serre sono la soluzione ideale per riparare le piante di piccole e medie dimensioni durante i mesi più freddi.
Indispensabili per cactacee e bonsai, sono utilissime anche per ottenere la germinazione invernale di piante a semina primaverile, per far svernare i gerani o per avere sempre a disposizione le nostre piante aromatiche preferite.
La scelta giusta
Presso i rivenditori specializzati in giardinaggio è possibile acquistare serre di diverso tipo e di ogni dimensione. La più diffusa e facile da montare è la classica serra mobile con ripiani regolabili, struttura in metallo zincato antiruggine e rivestimento in PVC con filtro UV. Le cerniere applicate sulla parte anteriore della struttura permettono un’apertura agevole per consentire il ricambio dell’aria, evitando così che si formi la condensa, e per prendersi cura delle piante al suo interno.
I modelli più recenti hanno linee curate per essere esteticamente gradevoli anche durante il resto dell’anno, una volta trasformate in comodi scaffali semplicemente privandole del telo di protezione in polietilene. Esistono poi strutture un po’ più “impegnative”, da fissare al muro, dotate di porte scorrevoli e che si possono coprire con vetro o policarbonato. Attenzione all’umidità Prima di mettere le piante al riparo, vanno rimossi i fiori appassiti e tutte le parti secche o malate.
è necessario posizionare quelle che hanno più bisogno di luce nei ripiani più alti lasciando quelle che prediligono la penombra più in basso o appoggiando i vasi al suolo.
Attenzione all’eccesso di umidità che forma condensa di vapore: ostruisce l’entrata dei raggi del sole e crea un ambiente favorevole allo sviluppo dei parassiti. Un termostato permette di tenere l’umidità sempre sotto controllo.
Gradi ad hoc
Esistono diversi tipi di serre: quelle semitemperate con temperatura media tra 5 e 10°C adatte a riparare piante semirustiche come rododendri, aranci, viti. Le serre temperate che mantengono un calore tra 10 e 15°C adatte a gerani, fucsie, camelie e a tutte le piante che temono le basse temperature, e le serre calde con temperatura elevata per riparare piante delicate come orchidee, begonie, piante esotiche e tropicali.
Un metodo antico
Catturare il calore del sole dentro case di vetro, un metodo semplice e antico che ha permesso all’uomo di intervenire sui ritmi delle stagioni e sui cicli vitali dei vegetali, modificando anche le abitudini alimentari. Già in tempi molto antichi si sfruttava il calore del sole, ancor prima dell’utilizzo del vetro, ad esempio con i fogli di mica appoggiati su giare colme di terra.
Anche gli scavi archeologici di Pompei hanno portato alla luce strutture molto simili alle serre.
Ma un vero impulso all’utilizzo di queste case di vetro si ebbe con le grandi spedizioni del Cinquecento e la scoperta di specie vegetali esotiche che i navigatori portavano in patria.
Per studiarle era necessario farle vivere e quindi ricreare un ambiente e un clima simili a quelle latitudini. In seguito, nel Settecento, con l’evoluzione degli studi botanici, le serre si diffusero ancora di più e furono molto apprezzate anche dagli aristocratici attratti dalle piante esotiche, la cui coltura divenne una vera e propria moda. Finché nell’Ottocento, soprattutto in Inghilterra, l’uso delle serre si diffuse anche tra gli altri strati della società .
Fu proprio in questo secolo che nacquero il primo termostato, le vetrate a fisarmonica, l’aggiunta di tende oscuranti e le strutture in ghisa, fino a quel momento infatti le serre si costruivano in legno.
La prima grande serra, il Crystal Palace, fu edificata ad Hyde Park a Londra nel 1850 su un terreno di circa 8 ettari, in occasione della Grande Esposizione Universale.
In Italia si trovano numerose serre che fanno parte di ville storiche e si possono visitare, fra queste, le serre limonaie di Villa Reale a Monza, le limonaie di Palazzo Borromeo all’Isola Bella sul Lago Maggiore, a Villa Borghese e Villa Doria Pamphili a Roma, al Giardino di Boboli e a Villa Guicciardini a Firenze.

